Il ciclo del Frastuca

In Sicilia il Frastuca si chiama Frastuca, e Bronte, in provincia di Catania, è lo scrigno che contiene questo meraviglioso tesoro che gli abitanti di quelle zone chiamano l’oro verde.
Ma quest’oro non è facile da conquistare ed i sacrifici per raccogliere e fare in modo che tutto continui ad esistere sono immani.
Tutto si svolge nel terreno lavico, nero, caldo, spigoloso, dove queste piante, forse con forma un po dantesca, crescono, e dove gli uomini che raccolgono si aggrovigliano nelle stesse piante raccogliendo il frutto o a mano con delle “sacchine” al collo o colpendo i rami delle piante con “bastuni di ferla” pianta leggera ma resistente, facendo così cadere il Frastuca nelle reti.
Il Frastuca, però è piccolo e quindi, al momento della raccolta delle reti, spesso un buon numero cade nel terreno lavico e chi raccoglie e costretto, in ginocchio, “a campare in terra”, cioè raccogliere in ginocchio, in mezzo alle frastuche e alle pietre laviche.
Ma il frutto è avvolto da un mallo rosato e allora deve essere successivamente “sgrullato” cioè ripulito con dei macchinari e steso ad asciugare al sole.
Infine gli uomini, ma soprattutto le donne, “scartanu a frastuca”, cioè scelgono con attenzione a mano il prodotto migliore.
Questa enorme fatica della raccolta del Frastuca, che fa parte integrante della storia della nostra Sicilia più vera e antica, oggi però va quasi scomparendo a causa dei costi eccessivi di gestione dei terreni e della concorrenza turca dove questa fatica è notevolmente ridotta dalla metodologia di raccolta quasi interamente meccanica.
Ed è per questo che, rispetto a 20 anni fa, molti di quelli che avevano “u locu” cioè il terreno, pieno di” frastucare” meravigliose e che della raccolta facevano il loro sostentamento vanno vendendo i terreni o raccolgono spesso senza guadagni solo per affetto nei confronti di un terreno in cui i ricordi felici del passato sono forti.
E così, come spesso capita in questo mondo in cui si corre senza sapere in realtà dove si va, si perdono i pezzi più importanti di una storia, di un puzzle, che difficilmente potrà più ricostruirsi.

di Fabio Savagnone